Il Consiglio Regionale di Confcooperative Piemonte, riunitosi il 17 dicembre, ha rappresentato un passaggio fondamentale nel percorso dell’organizzazione in questo 2025, segnando idealmente la chiusura dell’anno e aprendo una fase di riflessione strategica sul futuro prossimo. Un appuntamento che ha permesso di mettere a fuoco le principali traiettorie che accompagneranno Confcooperative Piemonte nel 2026, anno particolarmente significativo e che coinciderà con la stagione di rinnovo delle federazioni, momento centrale per la vita democratica e partecipativa del sistema cooperativo.
Nel corso dei lavori è stata ufficializzata la nomina di Luca Facta nel nuovo ruolo di Segretario Generale di Confcooperative Piemonte: un passaggio istituzionale che rafforza la struttura organizzativa regionale e si inserisce in una prospettiva di continuità e consolidamento del lavoro svolto negli ultimi anni, in un contesto economico e sociale sempre più complesso per le imprese cooperative.
Il Consiglio è stato anche l’occasione per un approfondimento sul quadro generale della cooperazione, grazie all’intervento di Pierpaolo Prandi di Fondosviluppo. Nel suo contributo, Prandi ha offerto ai consiglieri una panoramica articolata sui dati e sullo stato dell’arte dell’imprenditoria cooperativa, con uno sguardo sia al contesto nazionale sia alla realtà piemontese.
È emerso, dunque, come sia cresciuta la richiesta di intersettorialità all’interno del sistema e come sia cambiata la stessa mutualità cooperativa, che oggi è chiamata a dare più risposte a più bisogni in un cambio di paradigma cruciale da socio-lavoratore a socio-stakeholder. Altre sfide da affrontare sono inoltre quelle del degiovanimento dei soci delle imprese cooperative in tutti i settori e di un apparente calo di interesse nei confronti del modello cooperativo. Cambiamenti strutturali che richiedono un enorme sforzo nel dare una nuova visione attraverso la rappresentanza.
Importante spunto arriva anche dai numeri dell’economia sociale, dove la cooperazione rappresenta oltre il 70% degli operatori, dimostrando di esserne un pilastro irrinunciabile. Un’analisi completa, quella offerta da Fondosviluppo, utile per comprendere dinamiche, criticità e potenzialità del settore, e per orientare in modo consapevole le scelte future dell’organizzazione e delle sue articolazioni territoriali e settoriali.
A chiudere i lavori, il Presidente di Confcooperative Piemonte, Tino Cornaglia, ha sottolineato il valore di questo passaggio nel percorso dell’associazione: “Questo Consiglio Regionale arriva in un momento importante, in cui è necessario tenere insieme il bilancio del lavoro svolto e lo sguardo verso ciò che ci attende. Il 2026 sarà un anno cruciale per Confcooperative, con il rinnovo delle federazioni e con nuove responsabilità che coinvolgeranno tutta l’organizzazione. In questi anni abbiamo dimostrato che il sistema cooperativo piemontese sa affrontare il cambiamento con serietà, competenza e senso di comunità. È da qui che dobbiamo ripartire, rafforzando il nostro ruolo a servizio delle cooperative e dei territori”.