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Qualità e inclusione: la storia di Vasté Impresa Sociale

Qualità e inclusione: la storia di Vasté Impresa Sociale
Un modello di ristorazione che unisce competenze, lavoro e attenzione alle persone. Il riconoscimento anche attraverso la nuova edizione de “Il gusto della cooperazione”.

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C’è un’idea precisa di ristorazione alla base dell’esperienza di Vasté Impresa Sociale: quella in cui la qualità non è solo un requisito gastronomico, ma la condizione necessaria per costruire percorsi di lavoro credibili, duraturi e inclusivi. È su questo equilibrio che la cooperativa ha costruito nel tempo il proprio modello, diventando un punto di riferimento capace di tenere insieme professionalità, responsabilità sociale e radicamento territoriale.

Oggi Vasté è una realtà articolata, che opera attraverso tre Bistrò di quartiere, i servizi di catering e un centro di cottura attivo quotidianamente nella preparazione dei pasti per le mense dei centri di accoglienza. Ambiti diversi, ma legati da una visione comune: una ristorazione accessibile e curata, attenta tanto all’esperienza del cliente quanto alle condizioni di lavoro di chi ne è parte. Non a caso, tutti e tre i Bistrò della cooperativa sono stati inseriti nella guida dei ristoranti cooperativi promossa da Confcooperative, un progetto nazionale che valorizza le esperienze capaci di coniugare qualità gastronomica e valori cooperativi.

In questo contesto, i percorsi di inserimento lavorativo trovano concretezza. Nei team di Vasté lavorano fianco a fianco professionisti esperti e persone provenienti da situazioni di fragilità: rifugiati, giovani in difficoltà, persone con disabilità o svantaggio sociale. Un impegno che si traduce in un investimento sulle competenze e sulla crescita professionale. È anche per questo che Vasté ha ricevuto, per tre anni consecutivi, il riconoscimento dell’UNHCR nell’ambito del programma Welcome. Working for Refugee Integration, dedicato alle imprese che promuovono l’inclusione lavorativa delle persone rifugiate.

La solidità di questo modello ha accompagnato anche le fasi di crescita più recenti. Nel 2025 la cooperativa ha inaugurato il Bistrò Giacosa all’interno della Fondazione Agnelli, su invito diretto della Fondazione stessa, che ha individuato in Vasté un interlocutore affidabile per la qualità del lavoro svolto e per la coerenza del percorso costruito nel tempo.

Alle spalle di questo sviluppo c’è una storia che affonda le proprie radici nella tradizione gastronomica torinese. L’esperienza della storica Gastronomia Steffanone e il percorso professionale della famiglia Valente hanno portato in Vasté un patrimonio di competenze, metodo e attenzione al dettaglio. L’incontro con la cooperativa Progetto Tenda ha reso possibile un passaggio decisivo: trasformare quel sapere in un progetto cooperativo capace di integrare qualità e impatto sociale in un’unica visione imprenditoriale.

Accanto alla dimensione del lavoro e dell’inclusione, Vasté porta avanti una visione responsabile della ristorazione, fondata su filiere sostenibili, riduzione degli sprechi, utilizzo di energia da fonti rinnovabili e relazioni consolidate con i produttori locali. Scelte che rafforzano il legame con il territorio e contribuiscono a rendere riconoscibile l’identità della cooperativa.

“Non siamo solo un’impresa: siamo una realtà con un’impronta sociale profonda” racconta Marco Valente, Presidente di Vasté Impresa Sociale. “La nostra missione ci spinge a offrire servizi eccellenti e, al tempo stesso, a generare un impatto positivo sulle comunità in cui operiamo. Il settore sta cambiando rapidamente, e la nostra capacità di adattamento, unita al senso di responsabilità, sarà fondamentale per continuare a offrire qualità e innovazione”.

Un percorso che si inserisce pienamente nella visione della cooperazione sociale piemontese. “Esperienze come quella di Vasté raccontano con chiarezza cosa significa fare cooperazione sociale oggi: non creare risposte temporanee, ma costruire percorsi di lavoro veri, fondati sulla qualità, sulle competenze e sulla dignità professionale delle persone” sottolinea Enrico Pesce, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà Piemonte. “L’impatto della cooperazione sociale si misura proprio nella capacità di offrire opportunità di apprendimento e di crescita a chi vive situazioni di fragilità, trasformando il lavoro in uno strumento di inclusione e di sviluppo per le comunità”.

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