Il via libera del Coreper all’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Paesi del Mercosur (Mercado Común del Sur) segna un passaggio politico rilevante, che arriva al termine di un negoziato lungo oltre venticinque anni. Un’intesa di portata globale, che incide su equilibri economici, produttivi e commerciali complessi, e che, come ha evidenziato Confcooperative Fedagripesca a livello nazionale, presenta effetti differenziati sulle diverse filiere agroalimentari.
Anche dal punto di vista della cooperazione agricola piemontese, la valutazione non può che essere articolata. Da un lato, l’accordo apre spazi potenzialmente interessanti per quei comparti che hanno già dimostrato una forte vocazione all’export e alla valorizzazione del Made in Italy sui mercati internazionali. Vino, formaggi e produzioni ad alto valore aggiunto rappresentano un patrimonio economico e culturale che il Piemonte, con il suo sistema cooperativo, conosce bene e che può trovare nuove occasioni di sviluppo grazie alla progressiva riduzione dei dazi.
Allo stesso tempo, restano forti le preoccupazioni per l’impatto che l’intesa potrebbe avere su filiere più esposte alla concorrenza di produzioni extra UE. Settori strategici anche per l’agricoltura piemontese, come miele, riso, mais e carni, rischiano di subire pressioni significative, soprattutto se l’apertura dei mercati non sarà accompagnata da controlli rigorosi e da un’effettiva reciprocità sul piano degli standard produttivi, ambientali e sanitari.
In questo quadro, Confcooperative Fedagripesca Piemonte condivide la posizione espressa dal presidente nazionale, Raffaele Drei, che ha riconosciuto il lavoro svolto dal Governo italiano nel negoziato europeo. In particolare, l’abbassamento al 5% della soglia di differenziale di prezzo per l’attivazione dei meccanismi di salvaguardia rappresenta un risultato importante, che va ora reso operativo e monitorato con attenzione.
Il nodo centrale resta quello delle garanzie. La competitività delle imprese non può essere giocata al ribasso, sacrificando la qualità delle produzioni e la sicurezza alimentare. Al contrario, è necessario rafforzare il sistema dei controlli alle frontiere, assicurare il rispetto degli stessi standard richiesti agli agricoltori europei e tutelare concretamente le filiere più vulnerabili.
«Confcooperative Fedagripesca Piemonte non è contrario al commercio internazionale né alla crescita dei mercati – sottolinea Roberto Morello, Presidente della federazione agricola – ma chiede regole chiare e applicate. Le nostre cooperative investono ogni giorno in qualità, tracciabilità, sostenibilità ambientale e benessere animale: non è accettabile che queste scelte vengano penalizzate da importazioni che non rispettano gli stessi criteri. L’accordo Mercosur può diventare un’opportunità solo se accompagnato da controlli stringenti, da una reale reciprocità e da strumenti di salvaguardia efficaci, capaci di intervenire tempestivamente a tutela delle filiere più esposte».
In attesa del prossimo passaggio al Parlamento Europeo, Confcooperative Fedagripesca Piemonte ribadisce quindi la necessità di un approccio equilibrato e responsabile. Le politiche commerciali europee devono tenere insieme apertura dei mercati, difesa del reddito agricolo e tutela del modello agroalimentare europeo, fondato su qualità, sicurezza e valore sociale delle produzioni. Senza queste condizioni, il rischio è che accordi di ampia portata finiscano per indebolire proprio quei territori e quelle filiere che rappresentano un presidio economico, ambientale e culturale fondamentale.