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Da Roma il racconto di “Come fare casa”: tra i protagonisti la cooperazione piemontese

Da Roma il racconto di “Come fare casa”: tra i protagonisti la cooperazione piemontese
La presentazione del volume “Come fare casa. Abitare cooperativo e architettura dei luoghi domestici” ha offerto l’occasione per riflettere sulle trasformazioni dell’abitare contemporaneo e sul contributo della cooperazione come infrastruttura sociale, culturale e progettuale capace di rispondere alle nuove sfide abitative.

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Tags: Habitat,   Come fare casa,   Abitare cooperativo

Il 15 gennaio 2026, a Roma, nella cornice della Sala Opera House, si è tenuta la presentazione del volume Come fare casa. Abitare cooperativo e architettura dei luoghi domestici. Un appuntamento che ha messo al centro quindici anni di ricerca, sperimentazione e confronto sul tema dell’edilizia cooperativa, restituendo una visione dell’abitare come bene comune e leva strategica per la qualità della vita e la coesione sociale.

Il volume, pubblicato da Quodlibet e curato da Stefano Tropea con la collaborazione di Diletta Trinari, nasce nell’alveo del concorso AAA architetticercasi™, promosso dal 2008 da Confcooperative Habitat con il sostegno di Fondosviluppo. Un percorso che ha saputo coinvolgere generazioni di giovani architetti e progettisti, mettendo in dialogo competenze, visioni e pratiche cooperative per ripensare i luoghi domestici alla luce dei profondi cambiamenti sociali, economici e culturali degli ultimi anni.

Nel corso dell’incontro, moderato da Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat, è emersa con forza l’idea della casa non come semplice prodotto edilizio, ma come infrastruttura sociale strategica. "Come fare casa non è solo un libro, ma la sintesi di un percorso culturale di lungo respiro. Rappresenta la capacità della cooperazione di farsi infrastruttura di pensiero per rispondere alle sfide dell’abitare collettivo”, ha dichiarato Maggioni. Un concetto che trova nella cooperazione di abitanti una risposta concreta e storicamente solida alla domanda di abitazioni accessibili, di qualità e capaci di generare comunità. Il racconto proposto dal volume si sviluppa come una narrazione aperta, che interroga il rapporto tra modelli consolidati e innovazione, tra permanenza e metamorfosi degli spazi dell’abitare collettivo.

Ampio spazio è stato dedicato al confronto tra generazioni di architetti, dai vincitori delle prime edizioni del concorso fino ai protagonisti dell’ultima edizione 2023/24, articolata su due sfide progettuali a Torino e Padova. Un dialogo che testimonia come la cooperazione sappia essere terreno fertile per la sperimentazione progettuale, offrendo opportunità reali di crescita professionale e contribuendo al rinnovamento culturale dell’architettura residenziale.

Importante anche la presenza del Piemonte rappresentata da Alberto Anselmo, presidente di Confcooperative Habitat Piemonte e IN.COOP.CASA che ha ricordato in questa occasione, Gianni Gallo presidente di Confcooperative Piemonte Nord, presente fin dall’inizio nella preparazione e nella giuria del concorso AAA architetticercasi™ a Torino.

Anselmo ha sottolineato inoltre l’importante contributo delle imprese cooperative piemontesi impegnate nella cooperazione di abitazione che hanno sostenuto il volume, tra cui IN.COOP.CASA, CoAbitare Impresa Sociale, Coop C.A.P.I. e la Cooperativa Sociale La Tenda: “Realtà che in questi anni hanno saputo far crescere la cooperazione sul territorio attraverso iniziative più ridotte, capaci di uscire dagli standard più classici della cooperazione di abitazione ma sempre fedeli ai principi della Carta dell’Habitat a cui ci ispiriamo e che sono coerenti con i temi del volume “Come Fare Casa”.

Nell’intervento del presidente regionale della federazione è emerso chiaramente il valore distintivo dell’approccio cooperativo: «”Come fare casa” restituisce l’immagine di una cooperazione viva, capace di interrogarsi, di aprirsi al contributo delle nuove generazioni e di farsi laboratorio permanente di idee. L’abitare cooperativo dimostra che è possibile coniugare qualità architettonica, sostenibilità economica e attenzione alle persone, mettendo al centro il diritto all’abitare come elemento fondamentale di equità e innovazione sociale. Elementi fondamentali anche in vista del nuovo Piano Casa Nazionale e della politica regionale dedicata allo sviluppo dell’housing sociale.»

L’evento nazionale ha rappresentato così un momento di riflessione sulle sfide abitative del futuro, segnate da nuove fragilità sociali, trasformazioni demografiche e urgenze ambientali. In questo scenario, la cooperazione di abitazione emerge come un attore capace di proporre modelli alternativi e inclusivi, in cui progetto architettonico e responsabilità sociale procedono insieme.

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