Lo stato attuale dell’apicoltura italiana mostra un contesto di grande smarrimento, in cui cambiamento climatico, parassiti, mercato mondiale e nuove direttive comunitarie minacciano un settore che è molto di più di un semplice comparto produttivo.
Questa percezione ha guidato le riflessioni che si sono tenute durante la tavola rotonda “Il futuro dell’Apicoltura Italiana. Mercato mondiale, direttiva breakfast e nuova PAC” organizzata in occasione del cinquantenario della cooperativa Piemonte Miele di Fossano: un momento di confronto che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle principali istituzioni piemontesi e nazionali e delle sigle di rappresentanza del comparto apistico. Il dibattito ha confermato la necessità di fare fronte unico per trasformare le istanze degli apicoltori in azioni politiche concrete, evidenziando come la cooperazione sia lo strumento indispensabile per navigare le complessità del mercato attuale.
La visione condivisa sul futuro dell’apicoltura italiana si gioca oggi su un delicato equilibrio tra le dinamiche del mercato mondiale, la revisione della Direttiva Breakfast e l’attuazione della nuova PAC.
In questo scenario, la richiesta che giunge dal comparto è netta: il settore necessità di maggiore trasparenza per quanto riguarda il mercato e i prodotti messi in commercio. La revisione della Direttiva Breakfast è, dunque, un passaggio necessario per garantire sia che il consumatore finale possa distinguere con certezza l'eccellenza del miele italiano, sia per continuare a tutelare il lavoro degli apicoltori e l’ambiente.
Parallelamente, la transizione verso la nuova PAC deve segnare un cambio di paradigma, riconoscendo l’apicoltura come un’attività agricola che non genera solo reddito, ma fornisce un servizio ecosistemico insostituibile attraverso l'impollinazione. Senza la tutela delle api, vengono meno i pilastri della biodiversità e della stessa sicurezza alimentare europea.
“La sfida politica dei prossimi mesi - afferma il Presidente di Piemonte Miele, Davide Colombo - sarà dunque quella di garantire che gli accordi non vadano a svalutare la qualità e la sicurezza alimentare dei nostri prodotti. La politica può fare molto per il nostro settore, ma anche i cittadini e i consumatori: attraverso le loro scelte quotidiane sostengono la produzione italiana di miele, che non è solo sinonimo di qualità, ma offre anche la possibilità al territorio di continuare ad aiutare l'ambiente, gli apicoltori e le api”.
"La cooperazione è stata e continua ad essere un pilastro fondamentale e insostituibile per sostenere concretamente i produttori locali, valorizzare in modo efficace le eccellenze inestimabili del nostro territorio e affrontare con successo le sfide sempre nuove e complesse del mercato globale. Questo approccio collaborativo garantisce al contempo la massima qualità, la tracciabilità completa e la sostenibilità duratura nell'apicoltura regionale, tutelando sia i consumatori che l'ambiente." - Roberto Morello, Presidente Confcooperative Fedagripesca Piemonte
Un argomento toccato più volte nel corso del dibattito è stato il voto sull'accordo UE-Mercosur. In questo contesto, emerge il timore che gli impegni di sostenibilità assunti dai produttori europei possano essere messi in discussione dalle attuali condizioni dell'accordo commerciale. La mobilitazione attivata nei giorni scorsi dal COPA COGECA a Bruxelles non va letta solo come una protesta di settore, quanto piuttosto come una richiesta di attenzione verso dinamiche che rischiano di accentuare le difficoltà di un comparto già provato dalla crisi climatica e dalle incertezze globali. In questo senso, l’approvazione della richiesta, da parte dell'Europarlamento, di inviare il testo alla Corte di giustizia europea per un parere legale, fa tirare un sospiro di sollievo al comparto.
“È un tema, quello del futuro dell’apicoltura di grandissima attualità. Si stanno riscrivendo oggi le regole che si applicheranno a partire dal 2028, sia in termini di fondi che di strumenti e quindi questa è una fase sicuramente fondamentale da presidiare. - afferma Leonardo Pofferi, responsabile per gli affari europei di Confcooperative e Vice Presidente di COGECA - Ci saranno un menù di proposte, anche se forse le risorse saranno complessivamente più ridotte, ma sono approfonditi come strumenti che vanno dagli aiuti accoppiati, agli aiuti diretti, ai cosiddetti interventi settoriali per cofinanziare gli interventi, gli investimenti e le organizzazioni produttrici nel settore del miele. Bisognerà farsi trovare pronti ad affrontare queste nuove sfide del futuro, e come mondo della cooperazione lo saremo”.