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Grandi Langhe 2026: la cooperazione del vino si racconta a Torino

Grandi Langhe 2026: la cooperazione del vino si racconta a Torino
Anche nel 2026, la presenza delle cantine cooperative a Grandi Langhe è stata ampia e articolata, riflesso diretto del peso che la cooperazione agricola ha nel sistema vitivinicolo piemontese.

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Tags: vino,   Fedagripesca,   Grandi Langhe

Si chiude oggi, 27 gennaio, alle OGR di Torino l’edizione 2026 di Grandi Langhe, appuntamento che anche quest’anno ha confermato il suo ruolo di vetrina internazionale per il vino piemontese di qualità. Due giornate dense di incontri, degustazioni e relazioni professionali, che hanno visto la partecipazione di centinaia di cantine provenienti da tutte le aree vitivinicole regionali, con una presenza significativa di operatori italiani e stranieri.

L’edizione 2026 si inserisce in un contesto di mercato complesso: le tensioni internazionali, l’incertezza su alcuni mercati storici e il tema delle giacenze impongono oggi una lettura più prudente e razionale del settore vitivinicolo. Allo stesso tempo, i dati mostrano come i vini piemontesi a denominazione, in particolare i rossi DOC, continuino a esprimere una buona tenuta sui mercati, confermando che qualità, riconoscibilità e coerenza produttiva restano asset centrali.

Grandi Langhe si conferma una tappa fissa per tutto il territorio con un’importante partecipazione da parte delle cantine cooperative aderenti a Confcooperative Fedagripesca Piemonte, che hanno offerto una panoramica ampia e strutturata delle loro produzioni di qualità, dai grandi nomi delle Langhe e del Roero fino alle denominazioni di territori meno noti ma sempre più dinamici.

Anche nel 2026, la presenza delle cantine cooperative a Grandi Langhe è stata dunque preponderante, riflesso diretto del peso che la cooperazione agricola ha nel sistema vitivinicolo piemontese. Le cooperative non rappresentano solo una quota rilevante della produzione regionale, ma sono oggi protagoniste di percorsi di crescita qualitativa, investimenti tecnologici e strategie di mercato condivise.

Le cantine cooperative presenti hanno portato in degustazione un patrimonio di etichette DOC e DOCG che testimoniano come il modello cooperativo sia pienamente integrato nei percorsi di eccellenza del vino piemontese, valorizzando il lavoro dei soci viticoltori e garantendo continuità produttiva anche in fasi di maggiore incertezza.

A sottolineare il valore di questa presenza è Roberto Morello, presidente di Confcooperative Fedagripesca Piemonte, che evidenzia il significato dell’appuntamento torinese per il mondo cooperativo: «Grandi Langhe è un osservatorio privilegiato sullo stato di salute del vino piemontese. La forte presenza delle cooperative dimostra quanto questo modello sia oggi essenziale per tenere insieme qualità, identità territoriale e capacità di stare sui mercati. In una fase complessa, la cooperazione consente di affrontare le criticità con strumenti collettivi, investendo sulla valorizzazione delle DOC e DOCG e su una visione di lungo periodo che mette al centro i viticoltori e i territori».

Una lettura che restituisce il senso profondo della partecipazione cooperativa all’evento: non una semplice presenza numerica, ma un ruolo economico e culturale. In uno scenario sempre più ricco di sfide, la cooperazione agricola si conferma un attore fondamentale nel garantire che la qualità non sia un’eccezione, ma un elemento strutturale e diffuso, capace di sostenere l’intero comparto vitivinicolo regionale.

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