Dal 4 al 6 febbraio Berlino è tornata a essere il punto di riferimento mondiale per l’ortofrutta con Fruit Logistica, la principale fiera internazionale dedicata alla filiera del fresco. Anche quest’anno la cooperazione piemontese è stata tra i grandi partecipanti, portando le produzioni del territorio ma anche un modello organizzativo capace di dare forza alle imprese agricole sui mercati internazionali. La presenza a Berlino ha rappresentato infatti un’importante occasione per valorizzare l’aggregazione cooperativa come leva competitiva, capace di dare continuità all’offerta, massa critica alle produzioni e forza contrattuale alle imprese associate.
Il comparto ortofrutticolo cooperativo piemontese esprime numeri che restituiscono chiaramente questa dimensione: un valore di produzione pari a 306.211.110 euro, 2.433 soci e 49.224 ettari investiti a frutta. Un sistema che, pur confrontandosi con un contesto produttivo complesso, continua a garantire qualità e presenza sui mercati internazionali, confermando quanto sia strategico, soprattutto nelle fasi più critiche, poter contare su strutture cooperative in grado di accompagnare i produttori, tutelare il reddito agricolo e sostenere gli investimenti.
In questo quadro, l’export resta un elemento centrale: il 60% del valore della frutta incide sulle esportazioni agricole, a dimostrazione del ruolo che il settore riveste non soltanto per l’economia regionale ma per l’intero sistema agroalimentare nazionale. Un ulteriore elemento distintivo emerso riguarda la sicurezza alimentare. I dati EFSA indicano infatti che l’ortofrutta italiana è la più sicura a livello mondiale: un riconoscimento che rafforza la credibilità del prodotto sui mercati esteri e che trova nella cooperazione un alleato naturale per garantire tracciabilità, controlli e standard elevati lungo tutta la filiera.
“L’aggregazione è oggi una condizione indispensabile per competere sui grandi mercati internazionali – sottolinea Roberto Morello, Presidente di Confcooperative Fedagripesca Piemonte –. Le cooperative permettono alle imprese agricole di presentarsi unite, con un’offerta strutturata e riconoscibile, aumentando la capacità di dialogo con i buyer e la stabilità commerciale. Ma il valore non si esaurisce all’estero: la forza che costruiamo sui mercati internazionali si traduce in ricadute concrete sui territori, in occupazione, servizi e presidio agricolo. È questo il senso più profondo della cooperazione: creare sviluppo economico mantenendo un legame saldo con le comunità locali”.