Il comparto apistico sta attraversando una fase di forte pressione, determinata da fattori economici, normativi e sanitari che mettono sotto stress la sostenibilità delle aziende e il ruolo stesso dell’apicoltura nel sistema agricolo europeo. Confcooperative Fedagripesca Piemonte pone costante attenzione a queste tematiche e collabora attivamente con le istituzioni politiche per sostenere le cooperative del settore. Queste ultime hanno progressivamente superato la sola dimensione produttiva, dimostrando una resilienza fondamentale non solo per l'economia, ma anche per garantire l'impollinazione, la biodiversità e la continuità di una parte significativa delle produzioni agricole.
Il primo nodo riguarda il mercato del miele, oggi segnato da un equilibrio sempre più difficile. Alla produzione già presente sul mercato europeo si aggiungono infatti quantitativi di miele importato che ampliano la distanza tra i costi sostenuti dagli apicoltori europei e il valore del prodotto in ingresso. Tra le principali preoccupazioni del settore rientrano gli accordi commerciali con l’area del Mercosur e l’arrivo di miele senza dazi da altri canali, come nel caso dell’Ucraina, che contribuiscono a rendere ancora più marcato lo squilibrio competitivo. In un contesto di questo tipo, il rischio è che qualità, tracciabilità e standard produttivi richiesti alle imprese europee non trovino un’adeguata remunerazione sul mercato.
Il secondo tema è quello del riconoscimento economico del ruolo svolto dall’apicoltura. Nelle politiche europee viene richiamata con forza l’importanza delle api e degli insetti impollinatori per la produttività agricola, per l’equilibrio ambientale e per la sicurezza alimentare. A questo riconoscimento, però, non corrisponde ancora un sostegno concreto agli apicoltori. È su questo punto che il settore chiede un cambio di passo: se l’apicoltura è davvero considerata strategica per il futuro dell’agricoltura, allora questa centralità deve tradursi in misure coerenti anche sul piano economico.
C’è poi un terzo fronte, quello sanitario, che viene ormai considerato un’emergenza. L’attenzione è rivolta al rischio di diffusione del Tropilaelaps, acaro ritenuto estremamente pericoloso per le colonie e già arrivato ai confini dell’Europa. La sua eventuale introduzione nel territorio europeo potrebbe avere effetti molto pesanti sugli alveari, fino a compromettere la produzione e la capacità di impollinazione.
In questo quadro si inserisce la visita di questa settimana a Bruxelles di una delegazione del settore del miele di Confcooperative, composta da Riccardo Terriaca, presidente di Confcooperative Molise, e da Davide Colombo, presidente della cooperativa Piemonte Miele. Gli incontri con rappresentanti del Parlamento europeo e della Direzione generale Agricoltura della Commissione europea hanno consentito di portare all’attenzione delle istituzioni comunitarie i principali nodi aperti del comparto: la crisi del mercato, la necessità di maggiore coerenza nelle politiche europee e l’urgenza di intervenire sul piano sanitario. Una linea che richiama, anche nel metodo, il taglio degli articoli recenti di Confcooperative Piemonte: partire dalle criticità del settore e collocarle subito su un piano istituzionale ed europeo.
“È stato un incontro straordinario, perché per la prima volta il mondo apistico ha compiuto un’azione così importante per coinvolgere direttamente il mondo politico sui problemi del settore. - spiega Davide Colombo, Piemonte Miele - Abbiamo chiesto che dalle parole si passi finalmente ai fatti, con coerenza: se l’apicoltura viene riconosciuta come decisiva per l’agricoltura e per la biodiversità, allora questo valore deve essere riconosciuto anche concretamente agli apicoltori. Da Bruxelles abbiamo ottenuto ascolto e primi segnali importanti, a partire dall’annunciata interrogazione parlamentare che ci sarà a fine marzo e dalla prospettiva di un confronto con la Direzione generale Salute e Sicurezza alimentare”.