La cooperazione vitivinicola rappresenta uno dei punti di forza del vino piemontese perché tiene insieme qualità, identità territoriale e capacità di stare sul mercato. È questo il tratto distintivo con cui il Piemonte cooperativo si è presentato alla 58ª edizione di Vinitaly, uno degli appuntamenti internazionali più rilevanti per il settore, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile 2026.
Il comparto vitivinicolo piemontese afferente a Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte, la nuova denominazione di Confcooperative Fedagripesca Piemonte, esprime un valore di produzione pari a 218.082.312 euro, frutto del lavoro di 4.600 soci. A evidenziare il peso di questo modello imprenditoriale è anche un dato particolarmente significativo: oltre il 40% degli ettari vitati della regione rientra nella filiera cooperativa. Dati che testimoniano la capacità della cooperazione di dare stabilità alle imprese, presidiare la qualità e mantenere vivo il legame tra le produzioni e i territori.
A Verona erano presenti molte cooperative vitivinicole che operano in tutto il territorio regionale: Terre del Barolo, Cantina Clavesana, Terrenostre, Produttori di Govone, Cantina Tre Secoli, Cantina Vinchio e Vaglio Serra, Cantina del Nebbiolo, Produttori del Gavi, Barbera Sei Castelli e Cantina Pertinace. Una partecipazione ampia e rappresentativa, capace di restituire la varietà, la forza e il radicamento della cooperazione piemontese nel mondo del vino.
Nel proprio spazio espositivo, ogni cantina ha potuto raccontare vini che nascono da un lavoro collettivo e da una lunga esperienza maturata sul territorio. La presenza a Vinitaly è stata per le cooperative un’occasione concreta di consolidamento di rapporti commerciali già avviati e nuovi incontri tra degustazioni e masterclass. In un contesto internazionale come quello della fiera veronese, la cooperazione ha mostrato la propria capacità di coniugare qualità del prodotto e visione di lungo periodo.
«A Vinitaly abbiamo visto una presenza cooperativa ampia e ben riconoscibile. In tutte le cantine è emersa una forte attenzione alla qualità, alla cura del prodotto e alla volontà di presentarsi al mercato con un’identità chiara. L’auspicio è che questo impegno trovi un riconoscimento sempre più forte anche sul piano commerciale, perché la qualità deve diventare un volano di crescita per le imprese», sottolinea Fabrizio Risso, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte.
Allo stand della federazione nazionale erano presenti numerosi vini rappresentativi del Piemonte, inseriti in una narrazione che ha richiamato la storicità della cooperazione nel comparto vitivinicolo. Emblematica, in questo senso, la citazione della passione per il vino dal 1887, anno di nascita della Cantina Sociale astigiana Tre Secoli.
A dare ulteriore risalto alla presenza piemontese sono arrivati anche i riconoscimenti assegnati da 5StarWines - the Book, la selezione organizzata da Veronafiere in collaborazione con Assoenologi. Tra le cooperative della federazione piemontese sono stati premiati il Moscato d’Asti Docg Spatuss 2025 di Terrenostre, il Nizza Docg Riserva I Firmati De Il Risveglio del Ceppo 2022 e il Barbera d’Asti Docg Il Risveglio del Ceppo 2023 di Barbera Sei Castelli. Un risultato che conferma la qualità del lavoro portato avanti dalle cantine cooperative e la loro capacità di distinguersi in un contesto altamente competitivo.
«I riconoscimenti ottenuti a Verona rappresentano un motivo di grande soddisfazione per tutto il sistema cooperativo piemontese», commenta Domenico Sorasio, segretario di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte. «La partecipazione delle nostre cantine e i premi ricevuti confermano il ruolo di rilievo che la cooperazione continua a svolgere nel settore vitivinicolo regionale. Per questo è essenziale continuare a dare voce alle storie, al lavoro e alla qualità espressi dalle nostre imprese, rafforzando la consapevolezza del valore dell’imprenditorialità cooperativa».