L’edizione astigiana de La Stampa ha dedicato un ampio approfondimento a “L’affitto sostenibile”, il progetto sperimentale promosso dalla cooperazione piemontese per rispondere a una delle contraddizioni più evidenti del mercato abitativo. Da una parte famiglie, giovani, lavoratori e persone fragili che faticano a trovare una casa a costi accessibili, dall’altra un patrimonio immobiliare inutilizzato, spesso lasciato vuoto dai proprietari per timore della morosità, delle complessità burocratiche e dei rischi legati alla gestione della locazione.
Al centro dell’articolo c’è il fondamentale lavoro di In.Coop.Casa, storica realtà cooperativa del territorio, grazie anche al sostegno di Confcooperative Habitat Piemonte e Confcooperative Piemonte Sud. L’iniziativa, nata ad Asti e avviata in forma pilota a Bra, prende il nome di Piattaforma Abitare Sostenibile e propone un modello concreto di welfare abitativo: la cooperazione si pone come soggetto di garanzia tra proprietari e inquilini, assumendo direttamente o accompagnando la gestione del rapporto di locazione, con l’obiettivo di rendere disponibili alloggi a canone calmierato e di offrire maggiore tranquillità a chi possiede un immobile.
Ma il tema non si ferma a un singolo territorio. Il recente rapporto Oxfam “Diritto alla casa, non per tutti” restituisce un quadro nazionale che conferma la centralità dell’emergenza abitativa. In Italia oltre sei milioni di abitazioni risultano inutilizzate, mentre soltanto una quota limitata dei multiproprietari affitta a medio termine. Allo stesso tempo, tre italiani su dieci non sono proprietari immobiliari e il peso medio del canone di locazione sugli stipendi, nei capoluoghi di provincia, è passato dal 31,6% al 35,2%. Il dato supera in molti casi la soglia di sostenibilità comunemente indicata per la spesa abitativa, fissata intorno al 30% del reddito.
La fotografia è resa ancora più critica dal confronto con altri Paesi europei. Secondo i dati richiamati dal rapporto Oxfam, l’Italia destina alle politiche abitative una quota molto ridotta della spesa per il welfare, pari allo 0,06%, a fronte di valori intorno al 2% in Paesi come Francia e Germania. Anche il patrimonio di edilizia residenziale sociale resta limitato: le case popolari rappresentano il 2,6% del totale delle abitazioni, contro percentuali molto più alte registrate in altri contesti europei. In questo scenario, iniziative capaci di agire sul patrimonio privato inutilizzato diventano una leva concreta per ampliare l’offerta abitativa senza attendere soltanto nuove costruzioni o interventi pubblici di lungo periodo.
La Piattaforma Abitare Sostenibile si inserisce proprio in questo spazio. Il progetto punta a costruire un rapporto di fiducia con i proprietari, offrendo valutazione dell’immobile, gestione del contratto, individuazione degli inquilini, riscossione dei canoni, supporto nelle pratiche e copertura dei piccoli interventi di manutenzione. Un fondo di garanzia contribuisce inoltre a ridurre il rischio economico in caso di mancato pagamento delle mensilità. Per i proprietari significa poter rimettere a disposizione un bene oggi fermo; per gli inquilini significa accedere a soluzioni abitative più sostenibili, con un soggetto riconoscibile e stabile a fare da riferimento.
Il valore dell’iniziativa sta anche nella sua impostazione cooperativa. Non si tratta di una semplice intermediazione immobiliare, ma di un modello che tiene insieme bisogni diversi: la tutela del proprietario, la sostenibilità del canone, la qualità dell’abitare e la responsabilità verso le comunità locali. In.Coop.Casa porta in questo percorso competenze maturate nel tempo nel campo dell’abitazione cooperativa, mettendole al servizio di una fase in cui il diritto alla casa torna a essere una questione sociale decisiva anche per il Piemonte.
«La casa è uno dei luoghi in cui si misura concretamente la qualità della vita delle persone e la capacità di una comunità di non lasciare soli né chi cerca un alloggio né chi possiede un immobile ma ha paura di affittarlo», sottolinea Alberto Anselmo, Presidente di Confcooperative Habitat Piemonte e di In.Coop.Casa. «Con la Piattaforma Abitare Sostenibile vogliamo costruire un rapporto fondato sulla fiducia. Valutiamo gli alloggi, accompagniamo i proprietari, individuiamo gli inquilini e ci facciamo carico della gestione ordinaria, riducendo i rischi che oggi bloccano molte locazioni. Il nostro obiettivo è rimettere in circolo un patrimonio abitativo che altrimenti resterebbe inutilizzato, offrendo al tempo stesso canoni più accessibili e percorsi abitativi più sicuri. È un modo concreto di fare cooperazione. Trasformare un problema individuale in una risposta collettiva, utile per le famiglie, per i proprietari e per il territorio».