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DOCG Asti, Confcooperative Agroalimentare Pesca Piemonte: «La resa di 85 quintali per ettaro è il limite massimo sostenibile»

DOCG Asti, Confcooperative Agroalimentare Pesca Piemonte: «La resa di 85 quintali per ettaro è il limite massimo sostenibile»
Confcooperative Agroalimentare Pesca Piemonte conferma quindi la propria adesione alla posizione espressa congiuntamente dall’Associazione Comuni del Moscato, dalla parte agricola del Consorzio di tutela e dalle altre organizzazioni di categoria. 

Categorie: Primo PianoImmagini Di RappresentanzaDalle Federazioni

Tags: vitivinicolo,   Moscato,   agroalimentare pesca

Confcooperative Agroalimentare Pesca Piemonte ribadisce la necessità di fissare a 85 quintali per ettaro la resa per la prossima vendemmia della DOCG Asti. È la posizione sostenuta dalla Federazione al tavolo di confronto convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni presso la Regione Piemonte, al quale hanno partecipato i sindaci rappresentanti dei 51 Comuni della denominazione, le associazioni di categoria, il Consorzio per la tutela dell’Asti, Confindustria Vini e le cooperative.
Confcooperative Agroalimentare Pesca Piemonte considera la soglia di 85 quintali per ettaro il punto massimo di mediazione possibile nelle attuali condizioni del comparto. La proposta tiene conto della diminuzione degli stoccaggi, ma anche dell’aumento dei costi di produzione sostenuti dalle aziende agricole e della necessità di garantire ai viticoltori un reddito adeguato alla continuità della loro attività.
Una riduzione ulteriore della resa aggraverebbe una situazione già complessa per le imprese che coltivano i vigneti e conferiscono ogni anno le uve destinate alla produzione dell’Asti DOCG e del Moscato d’Asti DOCG. La soglia proposta dalla parte agricola rappresenta, inoltre, una misura equilibrata anche rispetto alle esigenze della componente industriale e all’andamento dei diversi mercati di riferimento.
In questo quadro, il ruolo della cooperazione assume un peso particolarmente rilevante: nel comparto del Moscato rappresenta oggi oltre il 30% della filiera vitivinicola. Una presenza che coinvolge direttamente numerosi produttori e territori e che rende essenziale il contributo delle cooperative nella definizione di scelte capaci di salvaguardare il reddito delle aziende agricole e l’equilibrio complessivo della denominazione.
«La resa di 85 quintali per ettaro costituisce l’estremo sforzo che i produttori possono sostenere e rappresenta già una mediazione significativa rispetto alle esigenze complessive della denominazione», dichiara Domenico Sorasio, segretario di Confcooperative Agroalimentare Pesca Piemonte, che ha partecipato alla riunione. «Le aziende agricole e le cooperative devono affrontare costi di produzione elevati e hanno bisogno di condizioni che permettano di preservare il reddito e la sostenibilità del lavoro in vigneto. Scendere a 80 quintali significherebbe trasferire ancora una volta sui produttori il peso principale della regolazione dell’offerta. Per questa ragione riteniamo necessario proseguire il confronto, con il coordinamento dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, partendo dalla proposta condivisa dalla componente agricola».
Confcooperative Agroalimentare Pesca Piemonte conferma quindi la propria adesione alla posizione espressa congiuntamente dall’Associazione Comuni del Moscato, dalla parte agricola del Consorzio di tutela e dalle altre organizzazioni di categoria. Trovandoci in una fase avanzata della campagna, la Federazione auspica si possano definire quanto prima le rese produttive.

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