Il welfare territoriale si costruisce mettendo attorno allo stesso tavolo competenze, esperienze e responsabilità diverse. È questo il messaggio emerso martedì 30 giugno 2026 a Fossano, presso la Cooperativa Sociale Il Ramo, in occasione dell’incontro “Costruire un welfare partecipato. Coprogrammazione e coprogettazione alla prova delle prime esperienze”. L’iniziativa è stata promossa da Confcooperative Piemonte e I.Re.Coop Piemonte in qualità di partner dell’Academy di filiera del Piemonte dedicata al welfare e all’inclusione. Un programma regionale dedicato allo sviluppo di competenze strategiche per i settori produttivi e sociali del territorio. Le Academy sono partenariati composti da agenzie formative, imprese ed altri soggetti specializzati in una determinata filiera, con l’obiettivo di progettare e realizzare percorsi formativi rivolti sia a persone occupate sia a disoccupati e inoccupati, favorendo qualificazione, aggiornamento professionale e inserimento lavorativo.
In questo quadro, l’Accademia Welfare, Coesione e Innovazione Sociale rappresenta uno spazio di lavoro particolarmente coerente con la natura della cooperazione sociale: non solo un contenitore di percorsi formativi, ma un luogo in cui mettere in relazione formazione, servizi, imprese cooperative, istituzioni e comunità. Come evidenziato nel corso della mattinata, l’Accademia nasce con l’obiettivo di superare una logica puramente teorica, sviluppandosi attorno a tre dimensioni fondamentali: formazione, relazione e innovazione.
L’introduzione dell’incontro è stata affidata a Gianfranco Bordone, membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Accademia del Welfare, a Ornella Mancino e Giusi Porrone di Salotto e Fiorito, capofila dell’Accademia Welfare, Coesione e Innovazione Sociale.
Nell’intervento di Gianfranco Bordone è emerso come Coprogrammazione e coprogettazione non siano soltanto strumenti tecnici o amministrativi, ma possono diventare leve di innovazione per costruire un nuovo modello di welfare territoriale guidati da una forte collaborazione tra pubblico e privato sociale. La sfida è passare da interventi frammentati a una visione condivisa, capace di leggere i bisogni delle comunità e di costruire risposte insieme.
La mattinata è proseguita con gli approfondimenti normativi e rendicontativi a cura dell’Avv. Luigi Gili e della Dott.ssa Melissa Lonetti, dedicati agli aspetti operativi e procedurali legati agli strumenti della coprogrammazione e della coprogettazione. A seguire, il confronto tra Pubblica Amministrazione e mondo cooperativo ha visto le testimonianze di Enrico Giraudo, direttore del Consorzio socio assistenziale Monviso Solidale, Paolo Tallone, direttore della cooperativa sociale Gesac, e Antonio De Luca, Presidente della cooperativa Kairos di Alessandria.
Le esperienze presentate hanno permesso di mettere a fuoco opportunità e criticità dei primi percorsi attivati: la necessità di linguaggi comuni, il ruolo della fiducia tra enti pubblici e cooperazione, l’importanza di tempi adeguati di confronto e il bisogno di una valutazione condivisa degli impatti generati. La coprogettazione, è stato ricordato, non può ridursi a una procedura: per funzionare davvero richiede capacità di analisi, visione strategica e competenze che devono essere costruite nel tempo.
Proprio su questo terreno si colloca il lavoro dell’Accademia. Dai dati presentati emerge una rete ampia e articolata, composta da 124 imprese con capacità formativa, 40 agenzie formative associate in raggruppamento temporaneo, 23 membri del Comitato Tecnico Scientifico e 27 altri soggetti, tra associazioni datoriali, come Confcooperative, realtà di categoria, atenei e poli di innovazione. Tra settembre 2024 e maggio 2026 sono stati approvati 290 percorsi formativi, pari a 7.698 ore di formazione, con 178 imprese committenti e 2.426 persone coinvolte.
Le principali aree tematiche affrontate confermano la centralità delle sfide che attraversano oggi il welfare: disabilità e neurodivergenza, innovazione nei modelli di cura nelle RSA, competenze trasversali e gestionali, servizi per l’infanzia e l’educazione, dipendenze e sicurezza, digitalizzazione e nuove tecnologie applicate al Terzo Settore. Ambiti nei quali la cooperazione sociale può svolgere un ruolo essenziale, non solo come soggetto gestore di servizi, ma come attore capace di innovare modelli organizzativi, relazioni professionali e forme di risposta ai bisogni.
«Per le imprese cooperative impegnate nei servizi alla persona e nell’inserimento lavorativo, la formazione continua dei soci lavoratori è una condizione indispensabile per garantire qualità, innovazione e capacità di risposta ai bisogni dei territori, ha evidenziato Alessandro Durando, Presidente di I.Re.Coop Piemonte. L’Accademia del Welfare rappresenta un’opportunità concreta per accompagnare il cambiamento, rafforzare le competenze e costruire reti stabili tra cooperazione, istituzioni e comunità».
L’incontro di Fossano ha confermato quindi il ruolo delle Academy come luoghi di connessione e sperimentazione, capaci di unire formazione, lavoro e innovazione sociale. «Per Confcooperative Piemonte - ha sottolineato Luca Facta, Segretario generale di Confcooperative Piemonte - il percorso dell’Accademia del Welfare rappresenta anche un modo per riaffermare la funzione pubblica della cooperazione: essere parte attiva nella costruzione di un welfare più partecipato, più competente e più vicino ai territori».