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A Bruxelles Confcooperative porta la voce dell’economia reale europea

A Bruxelles Confcooperative porta la voce dell’economia reale europea

Anche Confcooperative Piemonte presente a Bruxelles nella missione del Consiglio di Presidenza nazionale. Un’occasione di confronto sui temi chiave per il mondo cooperativo e per il ruolo dei territori nelle politiche europee.

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Tags: UE,   Bruxelles

Portare la cooperazione al centro dell’agenda europea, in un passaggio segnato da tensioni internazionali, rallentamenti decisionali e grandi scelte ancora aperte sul futuro dell’Unione. È questo il senso della missione che ha portato a Bruxelles il Consiglio di Presidenza di Confcooperative guidato dal presidente nazionale Maurizio Gardini, impegnato in una serie di confronti con rappresentanti delle istituzioni europee e con un’ampia delegazione di europarlamentari italiani di tutti gli schieramenti politici. Alla missione hanno preso parte, tra gli altri, anche delegati dal Piemonte. Al centro degli incontri, alcuni dei principali dossier che riguardano il sistema cooperativo e la tenuta economica e sociale dei territori: dall’economia sociale allo sviluppo delle aree interne, dalla competitività alla sostenibilità, dal credito cooperativo al social housing, dagli appalti al welfare, fino alle politiche di coesione.

Il viaggio a Bruxelles si colloca in un contesto che Maurizio Gardini, sulle pagine dell’Huffington Post, ha descritto con chiarezza: l’Europa si trova dentro una fase di forte instabilità e non può permettersi tempi lenti o risposte parziali rispetto a crisi che colpiscono insieme economia, imprese e cittadini. Per questo Confcooperative ha scelto di portare nelle sedi europee una proposta politica e associativa concreta, fondata sul ruolo che la cooperazione già esercita nell’economia reale. I numeri richiamati dal presidente nazionale restituiscono bene la dimensione di questo contributo: 4,5 milioni di occupati nel perimetro cooperativo dell’economia sociale europea, 1,3 milioni in Italia, di cui 550 mila nelle 16 mila imprese associate a Confcooperative, capaci di generare 85 miliardi di euro di fatturato.

Non si tratta di rivendicare uno spazio simbolico. La richiesta è che le politiche europee riconoscano fino in fondo il valore strategico della cooperazione. È questa la linea che ha orientato gli incontri di Bruxelles, nei quali Confcooperative ha ribadito la necessità di considerare l’economia sociale come una leva di sviluppo, innovazione e coesione. La discussione sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, sulle politiche di coesione e sul Fondo Sociale Europeo, così come il confronto sulla riforma degli appalti pubblici, sulla PAC, sul credito cooperativo e sulle misure per l’abitare accessibile, chiama infatti in causa modelli d’impresa che ogni giorno tengono insieme produttività e interesse generale.

In questa cornice, la presenza piemontese ha avuto un significato preciso. Per Confcooperative Piemonte, il confronto con le istituzioni europee è un passaggio essenziale per rappresentare in modo autorevole i bisogni dei territori, soprattutto quelli più fragili, e per rafforzare il riconoscimento del ruolo svolto dalle cooperative nel presidio economico e sociale delle comunità. Il tema delle aree interne, della qualità dei servizi, dell’accesso al welfare e della capacità di costruire sviluppo a partire dai legami territoriali riguarda da vicino anche il sistema cooperativo piemontese e la sua funzione diffusa nelle economie locali.

“Un incontro che conferma il nostro impegno per rafforzare la rete con le istituzioni europee, con l’obiettivo di garantire un benessere a tutto tondo alle nostre comunità. Si è discusso del ruolo della cooperazione nella valorizzazione del territorio e in particolare delle aree interne, a rischio di spopolamento e di penuria di servizi. La coesione sociale e la condivisione di strategie sono stati i concetti al centro dei principali dossier sull’agroalimentare, la pesca e il presidio sul territorio”, ha dichiarato Tino Cornaglia, presidente di Confcooperative Piemonte presente a Bruxelles in questi giorni.

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