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Agricoltura, Confcooperative Piemonte: “Servono politiche europee e nazionali capaci di sostenere il futuro delle imprese”

Agricoltura, Confcooperative Piemonte: “Servono politiche europee e nazionali capaci di sostenere il futuro delle imprese”
Al centro del Consiglio regionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte la nuova proposta di PAC 2028-2034 e l’approfondimento sui fondi di mutualizzazione nell’ambito della gestione del rischio. Il presidente Fabrizio Risso: “Fondamentale garantire risorse adeguate, strumenti efficaci e attenzione alle specificità dei territori”.

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Il futuro dell'agricoltura italiana ed europea passa attraverso scelte politiche e legislative decisive per la competitività delle imprese, la tenuta delle filiere agroalimentari e la sostenibilità economica delle produzioni. È questo il quadro emerso dal Consiglio regionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte, che ha dedicato un approfondimento alle prospettive della nuova Politica Agricola Comune (PAC) 2028-2034 e agli strumenti di sostegno al settore.

Un confronto che arriva in una fase particolarmente significativa per il comparto agricolo, chiamato ad affrontare sfide sempre più complesse: dagli effetti dei cambiamenti climatici all'aumento dei costi di produzione, dalla volatilità dei mercati alle difficoltà del ricambio generazionale. Questioni che richiedono una visione di lungo periodo e un quadro normativo capace di accompagnare gli investimenti e valorizzare il ruolo delle imprese cooperative.

La nuova PAC 2028-2034 rappresenta uno dei passaggi più importanti per il futuro dell'agricoltura europea. Come illustrato nel corso dell'incontro da Gian Ludovico Ceccaroni di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, le proposte presentate dalla Commissione europea nel 2025, attualmente all'esame dei legislatori, delineano una profonda revisione dell'architettura finanziaria e degli strumenti di sostegno al settore, con la prospettiva di integrare le risorse agricole all'interno di fondi nazionali e regionali di partenariato.

Un'impostazione che solleva interrogativi sulla disponibilità di risorse dedicate all'agricoltura e sulla capacità della futura programmazione di garantire continuità, equità e strumenti adeguati alle diverse realtà produttive. Per Confcooperative, la definizione della nuova PAC dovrà salvaguardare il ruolo strategico del settore primario, sostenere l'organizzazione delle filiere e riconoscere le specificità dei territori, evitando che la riorganizzazione degli strumenti finanziari si traduca in un indebolimento delle politiche agricole comuni.

“L'agricoltura ha bisogno di certezze e di una prospettiva che consenta alle imprese di programmare il proprio futuro – dichiara Fabrizio Risso, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte –. La nuova PAC sarà determinante per definire le condizioni in cui opereranno le nostre aziende nei prossimi anni. È essenziale che l'Europa continui a riconoscere all'agricoltura un ruolo centrale, mettendo a disposizione risorse adeguate e strumenti capaci di rispondere alle esigenze reali dei produttori. Per il Piemonte, dove la cooperazione rappresenta una componente importante del sistema agroalimentare, significa poter continuare a investire nella qualità delle produzioni, nell'innovazione e nella valorizzazione delle filiere”.

Accanto al quadro normativo, il Consiglio regionale ha approfondito anche le opportunità e gli strumenti a disposizione delle imprese agricole per affrontare le difficoltà del settore. Camillo Zaccarini, dirigente di ISMEA, ha illustrato in particolare il ruolo dei fondi di mutualizzazione nell'ambito della gestione del rischio, strumenti importanti per sostenere le aziende nelle annate agricole più complesse e rafforzarne la sostenibilità nel lungo periodo. Spazio anche a una panoramica sull'Academy regionale Agrifood e sulle opportunità che offre alle imprese del comparto.


Sul fronte nazionale, un segnale positivo arriva dall'approvazione definitiva del provvedimento ColtivaItalia, che introduce risorse e interventi a sostegno di alcuni ambiti strategici dell'agricoltura italiana e delinea misure dedicate al rafforzamento delle filiere, al ricambio generazionale, alla ricerca, all'innovazione e alla competitività delle imprese.

“Il ColtivaItalia rappresenta un passo importante nella direzione del sostegno al settore – prosegue Risso –. Ora occorre fare in modo che le risorse arrivino rapidamente alle imprese e che anche le cooperative possano beneficiare pienamente delle opportunità previste. Le politiche nazionali ed europee devono procedere in una direzione coerente, riconoscendo il valore di un'agricoltura capace di generare economia, occupazione e presidio del territorio.”
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